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lunedì 8 aprile 2013

Riso venere in crema di cannellini


Vi propongo un altro piatto semplicissimo ma gustoso e di effetto. Io adoro i legumi ma questo è un modo per proporli anche a chi non li ama molto. Per chi, come me, non mangia carne diventano anche dei buoni sostituti delle proteine animali e tutti noi dovremmo integrarli di più nella nostra dieta ;D
Ho scelto i fagioli cannellini perchè hanno un sapore delicato che ben bilancia il sapore esotico e saporito del riso venere, che adoro!

Ingredienti:

1 bicchiere di cannellini secchi
1 tazza di riso venere
1 cucchiaio di alghe miste tritate finemente
1 pizzico di sale, un pizzico di pepe bianco e olio evo q.b.
1 carota un piccolo pezzo di sedano e una piccola cipolla per il brodo
5 cm di alga kombu
qualche grano di pepe di sichuan 

Procedimento:

Come prima cosa ammollare i cannellini per almeno 6 ore in acqua con l'aggiunta di 5 cm di alga kombu, la quale servirà a rendere il legume più digeribile.
Versare in un litro di acqua la carota, il sedano, una piccola cipolla e qualche grano di pepe di sichuan tutti mondati e tagliati grossolanamente. Aggiungere mezzo cucchiaino di sale ed attendere dal bollore almeno otto minuti, filtrare il tutto, dopodichè il nostro brodo vegetale leggero sarà pronto. 
Cuocere il riso venere in poco meno di metà brodo per circa 45 minuti in pentola a pressione. 
A cottura ultimata scolarlo dal brodo e tenerlo al caldo.
Con il restante brodo vegetale cuocere i fagioli cannellini (io li metto in pentola a pressione per una mezz'ora) ormai ammollati e privati dell'alga Kombu che potrete asciugare ed utilizzare una seconda volta.
Quando i legumi saranno cotti frullarli con poco liquido di cottura ed un filo d'olio evo, aggiustare di sale ed intensificare il loro sapore con poco pepe bianco che in questo caso preferisco visto che è più delicato del nero.
Posizionare una generosa quenelle di riso venere al centro, cospargere la superficie di alghe miste triturate finemente e di qualche fagiolo intero.



martedì 12 febbraio 2013

Snack macrobiotico con umeboshi


Oggi è il turno di uno snack macrobiotico buonissimo e perfetto per riutilizzare del riso scondito già cotto.anche se il riso non è salato va bene ugualmente, visto che le umeboshi sono mooolto saporite ;)
Ho iserito le foto della formazione della pallina utilizzando la mia dolce metà che si è rivelata un manovale perfetto ;D

Ingredienti:

Riso preferibilmente integrale già cotto
4 fogli di alga nori
2/3 umeboschi oppure circa un cucchiaio di purea
1 ciotola con dell’acqua per tenere le mani umide

 


 
Procedimento:

Come prima cosa cuocere il riso integrale, se non ne avete di già avanzato, in questo caso il mio era del riso per sushi, perchè era appunto avanzato da un'altra ricetta, ma se dovete partire da zero con la preparazione consiglio il riso integrale. Ne bastano due tazzine da caffè da cuocere in cinque parti di acqua in pentola a pressione per circa 45/50 minuti. 
In questo modo il riso avrà assorbito tutto il liquido e sarà bello compatto.
Tostare i fogli di alghe nori in modo che acquistino rigidità ed un bel colore verde vivo, e tagliarli in quattro parti. 
Con le mani bagnate prendere una piccola quantità di riso e lavoralo per farne una pallina ben compatta.
Con il manico cilindrico di un cucchiaio di legno (o la punta più larga di una bacchetta cinese) creare un foro e inserire mezza prugna umeboshi o una piccola quantità di purea, richiudere infine il foro riformando la pallina.
Prendere un quarto di foglio nori e farlo aderire al riso, aiutandosi con l’acqua e inumidendolo quanto basta.
E' necessario non fare la pallina troppo grande rispetto al foglietto di alga altrimenti non riuscirete a contenerlo tutto ma avrete bisogno di un secondo per coprire la parte sottostante.
Procedete così fino al termine di tutto il riso.
Se avete uno stuoino di bambù utilizzatelo per appoggiare le palline, in modo da fargli assorbire l’umidità in eccesso nel caso ce ne fosse bisogno.
Si conservano perfettamente sia in inverno sia in estate nel portapranzo.

martedì 2 ottobre 2012

Tagliatelline saporite con quel che c'è

C'è che quando stai per andare in ferie il frigo è vuoto, ma vuoi comunque fare un pasto decente. Io mi sono organizzata sfruttando la dispensa con tante buone cose che si possono conservare disidratate (come alghe, pomodorini, legumi e funghi) e in salamoia (olive) con le quali è perfetto fare un pasto luculliano, basta semplicemente abbinare bene i sapori.
No, non sto andando inferie ;) sono appena tornata!


Ingredienti per due porzioni:

160 g di tagliatelline all'uovo (ma anche no)
un cucchiaio di alghe hijiwi
4 pomodori secchi
20 olive verdi
due/tre funghi shitake
1/2 bicchiere di fagiolina del lago trasimeno "Presidio Slow Food"
sale integrale ed olio evo q.b.
timo del mio orto essiccato



Procedimento:

Questo è un piatto abbastanza veloce a patto che vi ricordiate di mettere precedente in ammollo gli ingredienti, quindi come prima cosa mettere in ammollo in tazze diverse i funghi, i pomodori secchi e le alghe; sciacquare le olive in acqua corrente.
Il passaggio più lungo è la cottura della fagiolina che essendo un legume ci mette un pò a cuocersi. Di regola non va ammollata basta usare la pentola a pressione per circa venti minuti, il tempo necessario per l'ammollo delle componenti disidratate. Ovviamente se non avete la pentola a pressione i tempi della cottura della fagiolina raddoppieranno. Concluso l'ammollo strizzare tutti gli ingredienti. Cuocere le alghe per circa venti minuti in poca acqua leggermente salata. Mettere in una padella due cucchiai di olio evo lasciar profumare uno spicchio d'aglio, quando avrà rilasciato il suo aroma toglierlo. Versare i funghi (privati del gambo) e i pomodori secchi, entrambi tagliati a listarelle. Lasciar cuocere qualche minuto poi unire le alghe, precedentemente cotte ed asciugate in carta assorbente, la fagiolina ed il timo. Quando gli ingredienti saranno insaporiti il "sughetto" è pronto ad accogliere la pasta; con quest'ultima verso anche le olive tagliate a rondelle che non amo cuocere precedentemente, anzi sono la parte fresca di tutto il piatto.




domenica 30 settembre 2012

Girelle al pesto ed alghe



Oggi è l'ultimo giorno per partecipare a Salutiamoci con ricette che riguardano le alghe. Il blog ospitante è Ciboulette. Nonostante sia appena tornata dalle ferie avevo già in serbo la ricettina pronta per cui ci tengo a postarla, anche perchè è buona buona e davvero molto semplice se avete il pesto già fatto o comperato di buona qualità.


Ingredienti:

200 g di farina integrale bio
100 g di farina di grano duro bio
1 cucchiaino di lievito disidratato (il mio bio)
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di olio evo
1 cucchiaio di semi di lino
1/2 cucchiaino di malto di riso
4 cucchiai di pesto di buona qualità (o fatto in casa)
2 cucchiai di alghe arame 


Procedimento:

Sciogliere il lievito granulare in poca acqua tiepida con il malto di riso. Nel frattempo che si forma la schiumina in superficie mescolare le due farine con il sale e i semi di lino. Versare il lievito disciolto e l'olio evo. Impastare energicamente e dosare l'acqua fino a formare una palla elastica che non si attacca alle mani. posizionare l'impasto in una ciotola e coprire con la pellicola che manterrà l'umidità all'interno. Lasciar lievitare finchè non sarà raddoppiata di volume, dovrebbero bastare tre ore se la si lascia a 25°/28°. Nel frattempo cuocere per circa 15 minuti le arame in acqua bollente. Scolarle ed asciugarle nella carta assorbente. Riprendere l'impasto e stenderlo con il mattarello non troppo sottile, a formare un rettangolo. Stendere un velo di pesto e sopra cospargere le alghe arame. arrotolare dal lato lungo. Tagliare le rondelle e posizionarle, leggermente distanziate, in una teglia su carta da forno. Far lievitare per circa quaranta minuti ed infornare a 170° finchè non doreranno. Sono ottime per aperitivi, pic nic e pranzi al sacco.

lunedì 10 settembre 2012

Mousse di fagiolina del lago trasimeno ed arame



Questo mese è Ciboulette ad ospitare Salutiamoci che nel frattempo ha preso una dimensione tutta sua diventando anche blog-contenitore di ricette per essere più facilmente e velocemente consultabile.
Questo mese si parla di alici, sarde ed alghe. Io parto con quest'ultime per poi cercare di postare anche ricette con alici e sarde, che tra l'altro adoro!  La mia mousse verte su due ingredienti di alta qualità: la fagiolina del lago trasimeno che adoro cucinare e ricordare in quanto alimento della mia terra e le alghe arame.

 

"Grazie alla infaticabile attività commerciale della civiltà etrusca, la Fagiolina del Trasimeno (scientificamente Vigna Unguiculata, le cui origini botaniche sono da ricercarsi in Africa), si è diffusa nell’Etruria compreso il bacino del Lago Trasimeno, i cui terreni umidi e clima si sono rivelate condizioni ideali per ottenere un prodotto di eccellente qualità che è rimasto immutato nel tempo.
Coltivata fino al dopoguerra, ha rappresentato il principale apporto proteico all’alimentazione delle popolazioni locali; infatti le analisi fatte, mostrano dei contenuti di proteine superiori a quelli dei fagioli, da un 5% fino al 15 % in più. Inoltre anche il contenuto di lipidi è significativamente più alto e tale fatto è molto importante in quanto nella modesta frazione lipidica dei legumi in realtà sono contenute la maggior parte delle molecole con attività funzionale. Tali risultati evidenziano quindi un ottimo livello di qualità nutrizionale per la Fagiolina del Trasimeno.
Con la fine della mezzadria e del progressivo abbandono delle campagne si è rischiata l’estinzione della Fagiolina perché molto meno produttiva dei Fagioli e maggiormente esigente di manodopera. Oggi la Fagiolina del Trasimeno è un prodotto unico ed irripetibile, che ha “caratteristiche genetiche” specifiche e particolari, al punto che nel 2000 è stata riconosciuta ed inserita tra i Presidi Slow Food e grazie al paziente e assiduo lavoro di alcuni giovani agricoltori e alla collaborazione con l’università di Agraria di Perugia si è scongiurato il rischio di estinzione; successivamente, nel 2002, si è costituito il “Consorzio Fagiolina del Trasimeno” allo scopo di tutelare ed esercitare un’attiva di vigilanza sulla produzione e sul commercio del prodotto, al fine di garantirne la qualità al consumatore, nel totale rispetto del Disciplinare di Produzione."*
Ho provato ad abbinare questo speciale legume ad un'alga altrettanto interessante, la quale è indicata per controbilanciare e ridurre l'alta pressione sanguigna grazie all'equilibrio dei minerali in essa contenuti. Inoltre come altre alghe brune è ricca di iodio e calcio.

Ingredienti:

100 g di fagiolina del lago trasimeno (sostituibile con fagiolo cannellino)
1 cucchiaio di arame essiccate
un pizzio di sale integrale
3 cucchiai di olio evo

 


Procedimento:

Bollire la fagiolina del lago trasimeno in una tazza e mezza di acqua leggermente salata. La fagiolina è un legume molto piccolo (grande poco più di una lenticchia) e, a differenza dei vari fagioli borlotti, ceci e cicerchie, ha il vantaggio di non dover subire l'ammollo essendo pertanto molto comoda per una voglia dell'ultimo minuto. Io la cuocio in pentola a pressione per 20 minuti a fuoco basso. 
Se utilizzate un tradizionale metodo di cottura il tempo raddoppierà. Nel frattempo che il legume cuoce ammollare per circa venti minuti le alghe, dopodichè strizzarle e cuocerle per venti minuti in acqua leggermente salata. Scolarle ed asciugarle nella carta assorbente. Quando anche la fagiolina sarà cotta scolarla e conservare l'acqua di cottura, unirla alle alghe e frullare aiutandosi con tre cucchiai di olio aggiunto a filo. Se la mousse non viene cremosa aggiungere un pò di acqua di cottura. Io la conservo sia per questa eventualità che per cuocervi delle minestre visto che il suo aroma è delizioso. Potrete farcire dei panini, spalmarla su tartine o condirvi la pasta.



http://www.slowfood.it/

* Fonte: http://www.fagiolina.com/

lunedì 2 luglio 2012

Risotto con asparagi e funghi

Con gli ultimi asparagi, ammesso che ne riusciate a trovare ancora, vi consiglio questa ricetta sperimentata qualche settimana fa e rimasta a giacere dimenticata nel desk. Peccato perchè era superlativa e vorrei condividerla con voi. In questo piatto ho usato l'hijiki, un'alga  di rigenerazione per eccellenza, è cicatrizzante, rinforza, facilita l'abbassamento del tasso di colesterolo, previene la carie dei denti, limita i capelli bianchi, è raccomandata durante la gravidanza e in piccolissime quantità ai bambini.
È ricchissima di minerali e di calcio: cento grammi di hijiki secche contengono più di 1.400 mg di calcio, molto più del latte vaccino, che ne contiene solo 100. Nelle hijiki sono abbondantemente presenti i minerali più importanti, oltre ad oligoelementi, che hanno la funzione di tonificare il corpo e purificare il sangue, mantenendo costante il livello degli zuccheri. Direi che in estate (soprattutto con la perdita di liquidi che si ha con la sudorazione) le alghe ci vengono in aiuto benissimo.

Ingredienti per due porzioni:

180 g di riso
8 asparagi (anche bianchi)
4 funghi
un cucchiaio di alghe hijiki
un cucchiaio di semi di girasole
un cubetto (o cucchiaio) di dado begetale fatto in casa
due/tre cucchiai di olio evo
sale integrale q.b.

Procedimento:

Lavare e privare gli asparagi della parte dura. Tagliarli a rondelle lasciando le punte integre. Spellare il cappello dei funghi chamignon e tagliarli sottili. Non lavarli ma pulire il gambo dal terriccio con un panno umido. Lavare il riso integrale finchè la sua acqua sarà pura, lasciarlo tostare in pentola a pressione con un cucchiaio di olio evo. Aggiungere a poco a poco acqua bollente precedentemente mescolata con un cucchiaio o cubetto (se come me lo avete congelato) di dado vegetale fatto in casa. Aggiungere gli asparagi e i funghi, assicurarsi che il riso abbia abbastanza liquido per cuocere e non attaccare e chiudere il coperchio della pentola a pressione. Trascorsi 30/40 minuti spegnare attendere che la pressione diminuisca ed aprire il coperchio. Lasciar cuocere altri 15/20 minuti il riso senza coperchio, se c'è abbondante acqua lasciarla asciugare, se ce n'è poca aggiungerla ma assicurarsi che sia bollente. Alla fine aggiustare di sale ed aggiungere il restante olio evo a crudo. Mentre il riso cuoce bollire le alghe (precedentemente ammollate in acqua per almeno mezz'ora) almeno 15/20 minuti. Tostare i semi di zucca in una padella rovente ma fare attenzione che non brucino, devono essere appena dorate. Quando il riso sarà cotto mescolare una parte delle alghe e dei semi. Impiattare e decorare con queste ultime il piatto in superficie.


venerdì 30 settembre 2011

Noodles al wok con verdure, alghe e shiitake

Cosa ve ne sembra di questo autunno che non ha proprio voglia di arrivare? Io ne approfitto per mangiare e proporvi ancora un piatto che ha il sapore della tarda, calda estate ;)
Vi consiglio di utilizzare un wok ben rovente in maniera tale che le verdure risulteranno ben croccanti. Io ho scelto i funghi shiitake dal momento che contengono molte sostanze efficaci nel trattamento di alcuni tumori, nella riduzione del colesterolo nel sangue, nella stimolazione del sistema immunitario e come coadiuvante antivirale; le sostanze in questione sono i beta-glucani e l'amminoacido eritadeina. Sono ricchissimi di vitamina D, riboflavina, niacina e in misura più ridotta: B1, B2, B6, B12 , inoltre contengono ferro, fibra e sali minerali. Potrete trovarli al Naturasì o in negozi di alimenti naturali e macrobiotici. Se però non sono di vostro gradimento sostituiteli con dei funghi porcini essiccati.

Ingredienti:

200 g di noodles
1 piccola zucchina
1 porro
1 carota
1 cucchiaio di alghe hijiki
2 carciofi a spicchi
2 funghi shiitake
3 cucchiai di salsa tamari
3 cucchiai di mirin
2 cucchiai di olio di sesamo


Procedimento:

Come prima cosa ammollare le alghe e i funghi shitake per almeno mezz'ora, nel frattempo tagliare a dadini la zucchina e la carota, a rondelle il porro. Io quest'anno ho deciso di sbollentare dei carciofi già a spicchi e di conservarli nel congelatore; ho usato proprio quelli, ma se voi non ne avete o non li trovate congelati potreste utilizzare qualche altra verdura di stagione, ci starebbero bene i cavoletti di bruxelles. Scaldare molto bene un wok con dell'olio di sesamo. Aggiungere le verdure e le alghe. Saltarle con la salsa tamari e il mirin infine aggiungere i funghi shiitake ben strizzati e tagliati a fettine sottili. Scolare i noodles al dente e saltarli con il condimento. Servire ben caldi.

giovedì 24 marzo 2011

Budino di carota con crema di fagioli neri

Questo piatto mi è venuto in mente dopo aver visto la ricetta di una blogger a me molto cara: la cuoca petulante. Lei riesce sempre a sfornare dei piatti salutari, golosi e colorati ;)
Io questo piatto lo vedo bene come antipasto o come contorno. E' fresco, colorato e leggero, ma davvero buono buono. Inoltre la presenza dei germogli è particolarmente benefica grazie alle vitamine, sali minerali, proteine ed enzimi che contengono e che sono di notevole aiuto soprattutto durante i periodi di cambio stagione. Potrete utilizzare quelli che più vi piacciono. Io ho optato per germogli di fagioli adzuki e di semi alfa-alfa. I primi hanno la particolarità di bilanciare i livelli di insulina nel sangue e del colesterolo LDL (o cattivo) grazie all'alto contenuto di fibre. Sono ricchi di vitamine, soprattutto del gruppo B (compresa la B12). Aiutano a prevenire la crescita delle cellule tumorali.
I germogli di alfa alfa o erba medica, sono quelli più completi, visto che contengono tutte le vitamine fondamentali e moltissimi sali minerali, un'elevata quantità di proteine, tutti gli aminoacidi essenziali, ed otto enzimi per la digestione. Viene apprezzata per rivitalizzare un organismo affaticato, ma anche per rinforzare unghie e capelli. Inoltre è disintossicante e depurativa; agisce sul fegato e sul sistema di disintossicazione grazie alla sua abilità di purificare il sistema, in particolar modo il sangue, promuovendo l'eliminazione di scorie.

Ingredienti per 4 porzioni:

Per il budino:
5 carote piccole
2 cipolle
1 cucchiaio di tahina
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di agar agar in polvere
sale ed olio evo q.b.
1 cucchiaio di dado vegetale fatto in casa

Per la crema di fagioli neri:
1/2 tazza di fagioli neri secchi
5 cm di alga kombu
2 cucchiai di olio evo
1 cucchiano di sale vichingo affumicato

Per la guarnizione:
germogli di adzuki e di semi alfa alfa (erba medica)


Procedimento:

Mondate le carote e le cipolle, tagliatele a pezzetti, cuocetele in una pentola a pressione coperte appena da acqua, con l'aggiunta di un cucchiaio di dado vegetale fatto in casa, un cucchiaino di curcuma e un pizzico di sale. Togliete dal fuoco, frullate fino a ottenere una vellutata, unite la tahina e mescolate bene. Diluite l'agar agar in una tazzina da caffè con pochissima acqua bollente quando sarà sciolta versatela nella vellutata. Rimettete sul fuoco e far sobbollire per cinque minuti mescolando sempre. Aggiustate di sale, trasferite il tutto in una formina leggermente unta e lasciate raffreddare bene. Lasciar ammollare i fagioli almeno una notte in abbondante acqua con alga kombu. Bollirli in pentola a pressione con l'alga ed un pizzico di sale per un'ora a fuoco moderato. Scolarli dall'acqua di cottura e frullarli aiutandosi con poca acqua bollente o con del brodo vegetale, dell'olio evo e sale affumicato. Impiattare ponendo alla base la crema di fagioli neri e sopra il budino di carota (raffreddato almento per 3/4 ore). Guarnire con germogli a piacere. Ultimo tocco un filo d'olio evo.

Fonti: http://www.anagen.net/alf.htm

mercoledì 3 novembre 2010

Gelatina di spezie e menta


Ciao a tutti!!! Che piacere rileggervi! Grazie per il caloroso ed affettuoso ben tornata! Purtroppo sarò ancora discontinua nei miei post, almeno fin quando la connessione non tornerà alla normalità! ( che a dirvela tutta mi sembra un'utopia!!!)
Vorrei condividere con voi le mie sperimentazioni sulla famigerata agar agar. Diciamo che nell'ultimo periodo ho preso gran confidenza con questa alghettina e a dirvela tutta mi sono fatta trasportare dalla fantasia (o più realisticamente dalla dispensa :) che, come sapete, è piena di spezie ed aromi.....la mia passione. Mi sono resa conto in fretta che con poca spesa si può creare un piatto gradevole e delicato ed anche molto particolare. Questa è una gelatina fresca perfetta per un fine pasto dissetante e leggerissimo. Sono molti gli ingredienti che ho utilizzato perchè in fondo è un'acqua aromatizzata per cui se non troverete tutte le spezie che ho utilizzato io prendetevi la libertà di riadattare la ricetta a seconda della vostra dispensa.
La dose è per quattro piccole porzioni. Io ho utilizzato diverse coppette come potete vedere dalle foto.

Questo tipo di dessert è perfetto per un pasto primaverile o estivo.

Ingredienti per quattro coppette:

670 g di acqua
1 cucchiaino e 1/2 di polvere di agar agar
2 foglie di alloro
3 bacche di cardamomo (frantumate)
2/3 bacche di pepe della giamaica (in alternativa chiodi di garofano)
2/3 bacche di pepe bianco
2/3 bacche di pepe della tasmania
1 anice stellato
6 fiori di cannella (o mezza stecca in alternativa)
1/2 cucchiaino di anice verde
5/6 rametti di menta piperita fresca
1 cucchiaino di fiori di lavanda essiccati
3 scorzette di limone
5 cucchiai di schiroppo d'acero (in alternativa malto, miele, zucchero mascobado)


Procedimento:


Come prima cosa bisogna fare l'infuso di acqua e spezie: mettere in un contenitore tutti gli ingredienti trannelo sciroppo d'acero e l'agar agar, far bollire 5 minuti a fuoco basso. Filtrare ed aggiungere l'agar agar e lo sciroppo. Portare ad ebollizione, calcolate 8 minuti e spegnete. Riempire i vostri bicchierini ed attendere che siano a temperatura ambiente por posizionarli in frigo per almeno 4 ore prima di servirli.


mercoledì 19 maggio 2010

Streghe alghe nori e parmigiano

Ecco delle gustosissime streghe da abbinare al purè di carciofi postato recentemente. Perfette per un aperitivo e per sostituire il classico pane. Le streghe si differenziano dal classico craker per avere un rigonfiamento centrale. Le potete aromatizzare come più vi piace, giocando come sempre con gli ingredienti :)

Ingredienti:

300 g di farina bianca "zero"
100 g di farina integrale
170 g di acqua
1 cucchiani di malto d'orzo
3 cucchiaini di sale integrale
6/7 cucchiai di olio evo
18 g di lievito di birra
3/4 cucchiai di parmigiano reggiano bio
3/4 cucchiai di alga nori in fiocchi

Procedimento:

Mescolare le due farine con un due cucchiaini di sale. Sciogliere il malto in una tazza di acqua tiepida ed aggiungere il lievito. Quando quest'ultimo inizia a fare un pò di schiuma in superficie versarlo nella farina, aggiungere altra acqua e tre cucchiai di olio. Impastare energicamente fino a formare una palla compatta. Lasciar lievitare due, tre ore fino a che non raddoppia il volume. Riprendere l'impasto tirarlo a sfoglia sottilissima, cospargerlo su una delle due metà di parmigiano reggiano bio e fiocchi di nori. Sovrapporre l'altra metà di impasto (dove non è stato messo alcun ingrediente) e tirare nuovamente la pasta per compattare le due sfoglie. Tagliare le streghe a losanghe, rombi o rettangoli. Adagiarli in una teglia con carta da forno, cospargere la superficie del restante olio evo e sale ed un'abbondante manciata di alghe nori. Son buone mangiate sia calde che fredde. Si conservano in una latta di metallo per qualche giorno, oppure si possono congelare.

martedì 11 maggio 2010

Tempura di dulse


Ecco un piatto delizioso che unisce il gusto alla salute. Devo essere sincera le alghe dulse non le amo molto, di solito non so mai come cucinarle.
Questo è un modo per renderle appetitose e farle approcciare anche a chi non conosce la cucina macrobiotica o pensa che le alghe siano solo cibo per pesci :))
...E poi diciamola tutta la primavera che si fa attendere ci permette ancora di mangiare qualche piatto che proprio tipico di questo periodo non sarebbe....
Oramai la tempura non è più un segreto per noi italiani quindi è una ricetta-non-ricetta in quanto non vi do grandi dritte. La cosa simpatica è cospargere le alghe prima di servirle di
spezie piccanti giapponesi che oramai si trovano in ogni supermercato ben fornito (CANNAMELA ha una linea di spezie etniche tra cui quelle giappo).
Tra l'altro questo è un mix che i giapponesi consumano anche su zuppe e brodi; se non doveste trovarlo preparate del gomasio facendo tostare due cucchiai di semi di sesamo bianchi ed un pizzico neri, pestarli nel tipico mortaio giapponese (il suribaki) aggiungendovi un pizzico di sale. Al gomasio aggiungere le alghe nori in fiocchi un pizzico di semi di papavero, peperoncino e pochissima scorza d'arancia essiccata che gli da un profumo incredibile.


** Tornando alle nostre alghe dulse ( Palmaria palmata) nascono sulle coste dell'Irlanda, Scozia, Scandinavia e Giappone. E' la più yin delle alghe e quella che tra tutte contiene il maggior numero di ferro, per cui è adatta a persone malate e soprattutto anemiche, è consigliata l'assunzione durante la gravidanza e a persone con problemi gastrici ed intestinali. E' anche ricca di iodio pertanto è ideale per sanare squilibri tiroidei. Dopo la nori è l'alga a più alto contenuto di proteine.

Ingredienti:

una manciata di alghe dulse
1/2 tazza di farina "zero"
3/4 di tazza di acqua
spezie piccanti giapponesi
olio di mais o girasole in abbondanza



Procedimento:

Per fare una buona tempura la pastella deve essere molto fredda in modo da subire lo shock termico una volta gettata nell'olio bollente. Io metto gli ingredienti per la pastella qualche ora nel frigo per farli freddare. In questo caso ho usato acqua liscia ma si può sostituire con acqua frizzante o birra. Prima di tutto lavare sotto l'acqua corrente le alghe. Lasciarle in ammollo dieci minuti. Vedrete che aumenteranno il loro volume. Le asciugo con carta assorbente e se sono di dimensioni troppo grandi le taglio in modo da avere dei bocconcini. Al momento di friggere accendo la fiamma riempio la padella con abbondante olio: potrete scegliere tra quello di mais, girasole o sesamo.
Mescolo in una bull acqua e farina aiutandomi con una frusta, ma non amalgamando troppo. Sembrerebbe infatti che più la pastella viene lavorata e mescolata e più lascia uscire gli amidi che la rendono appiccicosa e poco croccante. Immergere le alghe nella pastella e subito nell'olio bollente. Quando saranno ben dorate estraetele e fatele asciugare su carta assorbente. Prima di servirle cospargerle di spezie giapponesi. Vi consiglio di offrirle per un sano finger food, stupirete i vostri invitati!

** Fonte: "100 ricette con le alghe" di Peter e Montse Bradford

mercoledì 10 marzo 2010

Cialde di quinoa ed alghe


In questo periodo mi sento come se avessi la nuvoletta di fantozzi sopra la testa!
Dopo che il mio fido Toshiba ha deciso di lasciarmi ho avuto in dono un nuovo, fiammante e bellissimo compagno di viaggio che avrebbe potuto farmi tornare in mezzo a voi in men che non si dica...certo, non fosse altro che la linea internet ha deciso di lasciarmi come un assetato nel deserto, non si sa bene per quale motivo!!!!
Quindi fin tanto che non raccapezzo il bando della matassa e non avrò linea per caricare le nuovissime ricette vi chiedo di pazientare visto che posterò le poche ricette (...eumh...alcune neanche tanto di stagione...vero?) caricate prima della mia partenza.
Quella che vi propongo non è assolutamente una ricetta impegnativa ma un finger food buono da matti e davvero originale. Inoltre sarete liberi di aromatizzarlo come più vi piace creando sempre accostamenti nuovi.


Sapete anche che nelle mie ricette c'è sempre un occhio per la nostra salute e non a caso ho scelto la quinoa. Oltre ad essere molto buona e a prestarsi perfettamente a questo tipo di ricetta è un modo per integrare nella nostra dieta un alimento poco usato nel nostro continente ma prezioso per le popolazioni andine che da secoli ne conoscono pregi e benefici. Infatti questa piccola "granaglia" ha un contenuto di calcio superiore a quello del latte, è privo di glutine ma ricco di proteine con aminoacidi essenziali (non sintetizzabili dall'organismo). Rispetto ai cereali la quinoa (che invece è una pianta erbacea annuale) fornisce un maggior apporto di fosforo e vitamine del gruppo B. Protegge le membrane delle cellule nel sistema cardiovascolare contro gli attacchi dei radicali liberi ed il conseguente danno ossidativo, cosa non trascurabile per noi donne.
Insomma ha così tanti pregi che elencarli tutti non si può nello spazio di un blog. Vi invito a fare una ricerca in internet o scaricare il pdf segnalato in fondo.



Ingredienti:

1/2 tazza di quinoa
1 tazza di acqua
sale q.b.
olio q.b.
per aromatizzare (sale affumicato, alghe nori in fiocchi)



Procedimento:
Lasciar cuocere la quinoa nell'acqua con un pizzico di sale integrale finchè non aumenta il suo volume del doppio e si stacca il filino bianco che unisce le due metà. Testate anche assaggiando: al palato si deve quasi sciogliere in bocca. Se non vi basta in cottura l'acqua che avete a disposizione aggiungetene piccole quantità per volta sempre caldissima. Se a cottura ultimata rimane del liquido non assorbito scolate la quinoa accuratamente in modo da farla mantenere asciutta. Nel frattempo accendete il forno possibilmente in modalità ventilato e stendete la carta da forno su una teglia bassa ma larga. Spennellate un velo di olio evo ed appoggiate uno strato di quinoa al quale avrete aggiunto le vostre spezie preferite (nel mio caso sale affumicato e alghe nori). Pigiate il composto con le mani fino a formare uno strato abbastanza sottile e compatto. Spennellate con altro olio e spolverizzate con alghe in fiocchi.
Infornare a 180° a forno caldo. Fate cuocere 10 minuti e togliete dal forno per tagliare in losanghe la cialda. Rimettete nel forno finchè non si doreranno da entrambi i lati e diventeranno belle croccanti.
Sono ottime sia calde che fredde. Si conservano in una scatola di latta per qualche giorno...se non vengono spazzolate prima ;))


Info: http://www.letribu.it/documenti/Quinoa.pdf

domenica 29 novembre 2009

Girelle di pane alle alghe e sesamo

Era tanto tempo che avevo in mente di fare una sorta di torta di rose con le alghe.... Poi ieri decisa nel mio intento ho iniziato a tirar fuori dalla dispensa tutti gli ingredienti quando, aprendo il frigo, mi accorgo che il lievito di birra era scaduto. La pasta madre era a rinfrescare pertanto non avrei potuto usarla...ma ormai avevo in testa la ricetta e non volevo posticipare nuovamente....allo stesso tempo era troppa la pigrizia per uscire a comprare un nuovo lievito....Così, in casi di emergenza come questi, ho sempre in dispensa del lievito naturale secco, acquistato al Naturasì, per cui gli ho reso onore!!!
Queste girelle sono una vera soddisfazione, piacciono anche a chi non ama molto le alghe anche perchè ne potrete mettere della quantità che più vi sembra opportuna.
Sono ottime per accompagnare degli affettati (veg e non), formaggi e salsine, ma sono goduriosi anche mangiati da soli come fingerfood.




Ingredienti:

Per l'impasto:

250 g di farina
5 bg di lievito secco (un cucchiaino da caffè)
125 g acqua circaa
10 g. di olio evo
1 cucchiaino di malto (o miele)
2 cucchiaini (rasi) di sale


Per la farcitura:

alghe nori in fiocchi q.b.
sesamo bianco q.b.
olio evo q.b.
sale integrale q.b.
pecorino romano bio q.b.




Procedimento:

Sciogliere il malto ed il lievito in 125 g di acqua tiepida. Lasciar riposare 5/10 minuti. Aggiungere tutti gli altri ingredienti e farli amalgamare bene. L'impasto dovrà risultare non troppo duro ma compatto e morbido, si dovrà appena attaccare alle mani. Stenderlo dello spessore di un centimetro, aiutandosi con un matterello, e spolverizzare sopra olio evo, sale, pecorino romano bio grattugiato, alghe nori in fiocchi e sesamo bianco. Non vi do dosi precise perchè dipende dai vostri gusti se vorrete che prevarichi il sesamo, le alghe o il pecorino. Il mio era un insieme piuttosto bilanciato ma la prossima volta abbonderò più in alghe e sesamo. Arrotolare dal lato lungo l'impasto, affettare le rondelle tutte alla stessa altezza (...insomma più o meno...) e posizionarle vicine in una teglia precedentemente oliata. Lasciar lievitare 2/3 ore ed infornare a 160° fino a doratura...E' vero le mie sono un pò pallide, ma che bontà!!!

venerdì 17 luglio 2009

Alga kombu fritta

Ecco un finger food decisamente eccezionale, croccante, che sprigiona tutto il suo sapore di mare. Non vi darò dosi precise perchè dipende da quante kombu decidete di friggere ... sono comunque certa che riuscirete a regolarvi :-) La mia era una prova ... non avevo proprio idea di cosa sarebbe uscito fuori così ho usato solo tre alghe, che tagliate son diventate dodici. Visto che sono andate a ruba la prossima volta ne preparerò mooolte di più ...
Altra cosa, so benissimo che con il caldo che fa sarebbe da evitare il fritto ... ma non so proprio cosa mi sia preso avevo l'esigenza di sperimentare questa ricetta ... era quasi diventato un chiodo fisso!!!

Ingredienti:

farina zero q.b.
aqua gelata q.b.
alga kombu q.b.
olio di sesamo o di girasole spremuto a freddo q.b.
sale integrale marino q.b.

Procedimento:

Mettere la kombu in ammollo in acqua fredda per 15 minuti. Strizzarla, asciugarla e tagliare ogni rettangolo in quattro parti ( a croce). Nel frattempo scaldare in una padella larga e profonda abbondante olio. Da ultimo, ed aspettando che l'olio arrivi a temperatura, mescolare in una bull la farina con l'acqua ghiacciata in modo da formare una pastella molle ma non liquida. Immergere i pezzi di kombu e appena l'olio arriva a temperatura sollevare le kombu, farle sgocciolare dell'impasto residuo e immergerle. Farle dorare da entrambi i lati e scolarle in carta assorbente. Servirle spolverate con poco sale marino integrale.

giovedì 18 giugno 2009

Colazione macrosalata e libro


Ogni promessa è un debito....qualche giorno fa ho parlato della colazione tipica macrobiotica in versione dolce (quella che più si avvicina ai nostri gusti occidentali) ora vi parlo della crema di riso con variante salata, più tipicamente orientale. Si tratta dello stesso procedimento della crema di riso dolce.... Cambia il condimento: quì c'è del gomasio (ovvero semi di sesamo tostati e frantumati insieme al sale nel surubaki) all'alga spirulina e dell'alga nori tostata in una padella a fuoco vivace (senza condimenti) e (quando assume un colore verde vivo) tagliuzzata.

Altra promessa fatta era parlarvi del libro dal quale ho preso questa ricetta: Guida completa alla cicina macrobiotica" scritto da Aveline Kushi, moglie del più conosciuto Micho kushi, uno dei padri della macrobiotica.


Il libro è un distillato di esperienze e conoscenze, quanto di più completo abbia letto ( ...già il titolo non era a caso ;) per quanto riguarda descrizione degli alimenti base della macrobiotica, gli utensili da usare e la descrizione di innumerevoli ricette. Il tutto si divide in 31 capitoli e si toccano i seguenti argomenti: l'energia del cibo, sale olio e condimenti, il riso integrale, i cereali, noodles e pasta, seitan, fu, panificazione, zuppe, verdure, tempura, insalate, salse e creme, insalatini, legumi, pesci, dessert, bevande, cucina curativa, menù stagionali e festivi. Oltre alle descrizioni che sono davvero semplici e ben spiegate Aveline racconta alcune leggende giapponesi, si possono trovare aneddoti della sua infanzia facendo entrare il lettore nell'atmosfera del mondo giapponese dei primi del '900. Il libro edito nel 1985 è ancora attualissimo.

martedì 2 giugno 2009

Insalata di orzo e ceci al profumo di mare


....Direte voi e il mare dov'è?!? ;DD
Il mare è nelle alghe!!!! Io di solito le uso ogni giorno magari al posto del prezzemolo o di altre erbe aromatiche, sono molto gradevoli, sanno di mare ed hanno numerose proprietà, tra cui vitamine (A, B, C, E, K, B12 ecc..) e sali minerali (ferro, calcio, magnesio, iodio potassio, ecc...). Per chi abbia voglia di approfondire può trovare un dettaglio quì delle tipologie più usate in cucina. Io in questa preparazione ho usato alghe arame e l'alga spirulina (contenuta nel gomasio, un condimento macrobiotico a base di semi di sesamo tostati e pestati e bassa quantità di sale).



Ingredienti per due persone:

100 g di tofu
200 g di ceci cotti
100 g di orzo decorticato biodinamico
una piccola manciata di alghe arame
un cucchiaio di gomasio ( il mio è all'alga spirulina)
un cucchiaio di olio evo
acqua e shoyu q.b.


Procedimento:

La prima cosa da fare è la marinatura in acqua e shoyu (1:1) del tofu tagliato a fettine spesse (io lo lascio almeno un giorno affinchè si insaporisca un pò). Mettere in ammollo le alghe arame almeno 20 minuti e cuocerle per circa 10 in poca acqua. Scolarle ed asciugarle. Cuocere l'orzo scolarlo e freddarlo sotto l'acuqa. Sciaquare bene i ceci precotti e scolarli. Togliere dalla marinatura le fette di tofu e grigliarlo in una piastra bollente, aspettare che si freddi e tagliarlo a cubetti. Assemblare l'insalata unendo i ceci, l'orzo, il tofu, l'olio, le arame e salare con gomasio (il mio aromatizzato all' alga spirirulina). Il gomasio si può sostituire con il sale. L'insalata è pronta. Servirla tiepida o fredda.
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